Dieci.

Il declino dei poteri universali.


47. La germanizzazione dell'impero: la corte di Praga.

   Da: F. Kavka, Panorama della storia cecoslovacca, Orbis, Praga,
1960

 Con Carlo quarto di Lussemburgo (1346-1378) i cardini politici e
culturali dell'impero si spostarono nell'area danubiana, e
precisamente a Praga, capitale del regno di Boemia, del quale
l'imperatore cingeva la corona. Dotata di un'importante
universit, la citt ceca divenne, come viene spiegato nelle
seguenti pagine dallo studioso Frantisek Kavka, un centro
culturale di prim'ordine, nel quale confluirono ingegni da tutta
Europa, fra i quali l'italiano Francesco Petrarca.


   Carlo primo, figlio di Giovanni [di Lussemburgo, figlio di
Arrigo settimo, re di Boemia dal 1310], [...] realizz l'antico
sogno dei re cechi ornandosi della corona dell'Impero romano
germanico ed assumendo il titolo imperiale col nome di Carlo
quarto. Praga divenne allora una delle prime citt d'Europa,
essendo la residenza della corte imperiale e tale rimase fino al
1400, fino a quando, cio, il figlio di Carlo, Venceslao, non fu
deposto dal trono imperiale. Per la sua posizione naturale e per
la magnificenza dei suoi monumenti architettonici Praga era
considerata gi allora una delle pi attraenti citt del
continente. Con l'uso del denaro e con un'accorta politica di
matrimoni Carlo allarg i confini dello Stato [...] e riusc a
dargli la superficie che doveva mantenere fino al 1635. [...].
   Nel 1348 Carlo fond in Praga l'universit. Questa fu la prima
universit nell'Europa centrale, settentrionale e orientale e
divenne un grandioso istituto di cultura nazionale (occorre
sottolineare che l'universit fu fondata come istituzione ceca e
non dell'Impero). La lingua ceca penetr in tutti i campi
letterari (anche per le opere teologiche e specializzate, scritte
fino allora prevalentemente in latino, si incominci ad adoperare
il ceco) e fin per essere usata pure negli uffici reali e dei
nobili e negli uffici municipali, diventando in tal modo anche
lingua ufficiale. Nella cancelleria imperiale di Carlo furono
gettate contemporaneamente le basi per la formazione della lingua
letteraria tedesca, stabilizzatasi definitivamente soltanto al
principio del sedicesimo secolo grazie all'opera di Martin Lutero.
Alla formazione della lingua letteraria ceca, il cui sorprendente
sviluppo pu essere paragonato in quei tempi unicamente a quello
dell'italiano e del francese, e che altrimenti non trova riscontro
nell'Europa centrale, contribuirono in grande misura scrittori
come Tomas di Stitncj (morto nel 1401), pensatore e propagatore
della letteratura religiosa in lingua ceca, e il maestro Jan Hus
[riformatore religioso boemo, 1369 circa-1415]. Hus bas la lingua
letteraria sulle sue radici popolari e cre anche una nuova
ortografia, che  rimasta senza sostanziali cambiamenti quella
usata nel ceco odierno. Questa vittoria della lingua nazionale
rese accessibili i frutti della cultura anzitutto alla piccola
nobilt e alla popolazione cittadina. Nella letteratura datano da
quel periodo gli ultimi saggi delle antiche forme, [...] la lirica
di ispirazione religiosa e amorosa tocc i pi alti vertici;
fecero la loro comparsa anche forme nuove come il dramma sacro e
le composizioni satiriche. Comparirono in quell'epoca anche opere
giuridiche, libri di viaggi e dizionari in lingua ceca. Queste
ambizioni nazionali della letteratura ceca furono coronate dalla
traduzione in lingua ceca della Bibbia, realizzata verso la fine
del quattrodicesimo secolo.
   [...] La seconda met del quattrodicesimo secolo vide anche un
ravvivamento delle relazioni culturali con l'estero. Da un lato
giunsero all'universit di Praga studenti dei paesi vicini, ove
non esistevano ancora istituti analoghi. Studenti giunsero per
esempio dai paesi tedeschi, dalla Polonia, dall'Austria,
dall'Ungheria e dall'Europa sud-orientale (a Cracovia l'universit
fu fondata soltanto nel 1364, a Vienna nel 1365, a Lipsia nel
1409). Dall'altro lato si svilupparono attive relazioni culturali
con la Francia e con l'Italia. L'impulso principale a questo
sviluppo culturale deriv naturalmente dall'orientamento culturale
francese della stessa dinastia dei Lussemburgo, la quale consent
a numerosi artisti francesi di entrare in contatto con i paesi
cechi. Cos, per esempio, fu gi al servizio del re Giovanni uno
dei principali rappresentanti della letteratura francese d'allora,
il poeta Guillaume de Machaut che nella sua opera celebr la
memoria del sovrano. Carlo quarto fece venire direttamente nei
paesi cechi il costruttore francese Mattia di Arras che inizi la
costruzione della cattedrale di San Vito al Castello di Praga. Gli
uomini di cultura dalla corte di Carlo strinsero strette relazioni
con l'Italia e si mantennero in contatto con il movimento umanista
che si andava ivi sviluppando. Nel 1356 il poeta italiano
Francesco Petrarca fu alla corte di Carlo quarto, ove sei anni
prima di lui s'era recato anche Cola di Rienzo. Sebbene non
avessero trovato comprensione per i loro piani politici, questi
uomini di cultura europei destarono l'interesse per il movimento
umanista. Ecco che cosa scrisse lo stesso Petrarca a proposito
dell'atmosfera di elevata cultura della corte di Carlo quarto:
Riconosco di non aver trovato mai un ambiente meno barbaro e pi
permeato di umanesimo come alla corte imperiale e poi tra i grandi
uomini intorno ad essa. [...] Sono degli uomini veramente ottimi e
colti, di costumi cos fini e piacevoli come se fossero nati
nell'Attica. Anche con l'Inghilterra furono allacciate relazioni
culturali quando la figlia di Carlo quarto, Anna, divent moglie
del re d'Inghilterra Riccardo secondo [1377-1399]. I contatti con
i paesi europei pi progrediti nel campo artistico si
manifestarono anzitutto nelle arti figurative. Nella pittura, le
conoscenze acquisite in Italia e in Francia, fondendosi con la
tradizione nazionale, diedero origine a capolavori di pittura su
tavola che assolutamente non trovano paragone nell'Europa
contemporanea. [...] Ammirevoli risultati furono conseguiti anche
nella scultura, in particolare nel ritratto (la galleria di
ritratti dei membri della dinastia e della corte nella cattedrale
di San Vito a Praga). Anche l'architettura cre una quantit di
costruzioni pregevoli, tuttora conservate: la cattedrale di San
Vito a Praga, la cattedrale di Kutn Hora [citt ad est di Praga],
il castello di Karlstejn [situato a 30 chilometri a sud di Praga].
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